La Collezione Ettore Molinario, si propone di esplorare, attraverso la fotografia, la rappresentazione estetica di cinque stati e processi costitutivi dell’identità personale e sessuale.
Le prime acquisizioni risalgono all’inizio degli anni Novanta e sono legate al piacere di un intimo possesso.
Già a questa fase appartengono opere in cui si riconoscono alcune linee tematiche di quella che oggi è la collezione. Il confronto con le opere acquistate avvia nel tempo un’indagine introspettiva sul ruolo che ciascuna assume, sulla relazione che hanno fra di loro e con il loro possessore. Vengono così associate a frammenti del sé che si ricompongono in un’identità mai completamente definita e pacificata. Ne deriva un percorso di progressiva consapevolezza che trasforma il possessore in collezionista e il materiale raccolto in una vera e propria collezione.
L’indagine introspettiva si traduce perciò in una lettura psicoanalitica, dal problema dell’identità al ritorno del rimosso, che interagisce con l’orizzonte dell’estetica filosofica. In questa prospettiva di valore, autonoma e originale rispetto alla narrazione della storia dell’arte e della fotografia, alla linearità del tempo storico si sostituiscono l’anacronismo temporale (cfr. Georges Didi Huberman) e la sopravvivenza dell’antico (cfr Aby Warburg- Nachleben).
Intreccio e rovesciamento dei tempi: è a posteriori che il progetto acquista senso, si ristruttura, anche se poi appare come ordine e dunque come se fosse stabilito prima. La collezione è intesa come idea di forma aperta che dà forma mentre si fa e che rende il contenuto inestricabile dalla forma stessa. Un work in progress, dove si tengono insieme, anche contraddicendosi, tutte le dimensioni del pensiero; lavoro permanente della riflessione e della immaginazione, della ricerca e del ritrovamento. Percorso di accostamenti, incastri, salti, sovrapposizioni, non più lineare e sintattico-armonico, “montato” per associazioni e automatismi.
Il collezionista come artista del montaggio fabbrica delle eterogeneità sulla base delle corrispondenze (per dirla con Baudelaire), delle affinità elettive (per dirla con Goethe e Benjamin), delle lacerazioni (per dirla con Bataille), o delle attrazioni (per dirla con Eisenstein), esponendo la verità, disorganizzando e non spiegando le cose (per dirla con Elio Grazioli).



BIOGRAFIA


Ettore Molinario è Economista e Storico dell’Arte. Dopo una ventennale carriera come top manager di aziende multinazionali nel settore finanziario e assicurativo, decide di intraprendere un nuovo percorso personale e professionale nel mondo dell’arte. Si dedica per diversi anni allo studio e alla ricerca conseguendo una seconda laurea in Storia dell’Arte, a cui ha fatto seguito un Grand Tour presso i principali musei del mondo, dal 2010 al 2014. Autore di saggi sul collezionismo, ha partecipato come relatore a conferenze dedicate allo stretto legame che intercorre tra la fotografia e la psicoanalisi. Ha inoltre collaborato con diversi atenei in qualità di visiting professor in occasione di corsi e laboratori dedicati alla fotografia e al mercato dell’arte, tra cui l’Università degli Studi di Milano e l’Università Cattolica del Sacro Cuore. Esperto conoscitore delle dinamiche che oggi caratterizzano il mercato artistico, Ettore Molinario è consulente per Private Banks su aspetti economici applicati al settore dell’arte e tra i più influenti collezionisti di fotografia in Italia.



PUBBLICAZIONI

Il linguaggio delle immagini
Citation: E. Molinario, Il linguaggio delle immagini. Fotografia in Italia tra gli anni '80 e '90, in M. Manni (a cura di), Metronom, Modena 2023, pp. 86-91.

Abitare le Immagini
Citazione: E. Molinario, Abitare le Immagini, 2019.

L'enigma del Collezionista
Citazione: E. Molinario, “L'enigma del collezionista”, in M. Mazzocut-Mis, C. Spenuso (a cura di), Fermo immagine. Arte, vita e mercato della fotografia, Mimesis, Milano 2017, pp.
137-164
.